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Caranci: immobili comunali nel degrado, invertire la rotta

Il candidato sindaco di Isernia Bene Comune, Celeste Caranci
Il candidato sindaco di Isernia Bene Comune, Celeste Caranci

ISERNIA. “Il Comune di Isernia possiede diverse strutture e immobili, in disuso o in via di ristrutturazione, che potrebbero essere adoperate per realizzare sedi universitarie e scolastiche, uffici, ospitare associazioni, mostre o convegni. Uno di questi edifici è Palazzo Orlando, ampia costruzione situata sul lato nord della villa comunale che, dopo esser stata per alcuni anni sede universitaria, è al momento inutilizzata. Sono stata avanzate varie ipotesi in questi anni per un suo uso ottimale senza mai addivenire ad alcuna definizione. Ha anche ospitato una mostra antologica dell’artista Elio Franceschelli, grazie alla quale la bellezza e lo splendore dei suoi spazi sono stati messi in giusto risalto. Il Palazzo d’Apollonio, in pieno centro storico, poco dopo l’arco di San Pietro, è stato acquistato oramai da tempo, tuttavia non ha mai visto realizzarsi il suo completo restauro e, attualmente, alcune sue parti, compreso il giardino pensile, sono state rivendute a privati. Per un periodo, si è parlato di un suo impiego come sede di un ipotetico conservatorio musicale. Il giardino è citato anche nell’Atlante del Giardino Italiano. Palazzo De Baggis, all’estremità sud di Isernia, di fronte la chiesa di San Pietro Celestino, acquisito anch’esso in epoca recente, è stato completamente ristrutturato perché trovassero ubicazione (così annunciato dalla giunta Melogli) gli uffici del giudice di pace. I lavori sono terminati da anni, ma, ad oggi, la struttura non è utilizzata e nel bel giardino prospiciente, con vista sull’Eremo di San Cosma e Damiano, prosperano le erbacce. L’ex Mattatoio comunale, nei pressi dell’ospedale, è un interessante insieme di piccole strutture in pietra. Riattato da diversi anni doveva diventare, nelle intenzioni, la casa dello studente per gli universitari ospitati dalla città. Versa anch’esso in stato di abbandono. All’ingresso del centro storico, in piazza Carducci, troviamo lo splendido Palazzo Jadopi. Luogo simbolo dei moti del 1860, è di proprietà della Regione Molise, la quale prevedeva di traslocarvi i suoi uffici già dal 2007. I lavori di restauro e messa in sicurezza sono fermi da anni, ma nel 2008 qualcuno lo trasse dal dimenticatoio spargendo la voce di aver intravisto, nel suo spettacolare cortile interno, il fantasma di uno dei sette garibaldini morti al suo interno. Che sprechi! Degrado, abbandono e assenza di idee o progetti validi condivisi con la cittadinanza, caratterizzano non solamente gli edifici di cui abbiamo parlato, ma anche molte altre situazioni e luoghi di valore, basti accennare all’Acqua Sulfurea. Ripartire dalla tutela e da un’attenta gestione del patrimonio storico presente sul territorio, significa rivitalizzare ad esempio un centro storico al momento in piena crisi involutiva. Questa rapida panoramica ci suggerisce, anzi ci impone, di cambiare una prassi fallimentare di amministrare la nostra città, valorizzando anziché deprimendo le sue enormi ma inespresse potenzialità”.

Isernia Bene Comune – La Sinistra
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