Il convoglio, partito ieri pomeriggio dal capoluogo di regione, ‘termina’ la corsa a Colleferro dove i passeggeri sono stati costretti a prendere un altro convoglio per raggiungere la stazione Termini

CAMPOBASSO. Oltre al danno, la beffa: aumenta di oltre 3 milioni di euro – così come spiegato dall’assessore Niro in una intervista rilasciata domenica (leggi qui)il costo di utilizzo delle rotaie, il Governo taglia le risorse per il trasporto pubblico locale di circa 2 milioni e 800mila euro e le tariffe dei mezzi di trasporto sono da aggiornare – perché molte sono ‘congelate’ al 1998 – con un aumento previsto che potrebbe sfiorare il 40%.

Si pagherà di più ma in compenso avremo servizi degni del mondo civile. E invece no. E’ di ieri l’ennesimo schiaffo assestato in piena faccia ai pendolari molisani che usano il treno per raggiungere o spostarsi nella capitale.

La giornata nera per il trasporto locale molisano è cadenzata da ritardi, attese, mancate comunicazioni del personale in servizio. Il solito copione. Il treno regionale 34579, partito da Campobasso alle 16.43 in direzione Roma, è fermo a Cassino (ore 18.30 circa) per la consueta sosta da ‘assalto alla diligenza’ quando – secondo il racconto pubblicato sulla pagina Facebook de ‘Il binario 20 bis’il controllore anticipa che qualcosa potrebbe andare storto.

“Ve lo dico, non sappiamo quando arriviamo né dove ci fermeremo”. Profezia che poi si rivelerà esatta, purtroppo.

Il calvario inizia subito dopo la sosta: un guasto elettrico a Ciampino (pare, visto che non ci sarebbero state comunicazioni ufficiali in merito) provoca il rallentamento del convoglio molisano che comincia ad accumulare un ritardo importante.   Il treno si ferma ad Anagni, per circa un’ora, e poi a Colleferro.

Scene di legittima indignazione al punto che si arriva anche agli estremi rimedi: chi rischiava di perdere la coincidenza da Roma Termini, in previsione di una notte da passare in stazione, chiede di scendere dal treno dopo aver opportunamente avvisato i familiari che nel frattempo si sono messi in viaggio.

Colleferro è l’ultima fermata, in tutti i sensi. I passeggeri vengono fatti salire su un altro treno regionale che porta a Termini, passando per Zagarolo ma anche per Ciampino lì dove avrebbe dovuto esserci il guasto che impediva al convoglio molisano di transitare.

Mistero era e mistero resta visto che nessuno comunica orari, motivazioni del ritardo. Nulla di nulla e i passeggeri sono ormai inviperiti e anche sconfortati.

“Si arriva a Termini alle 23 passate. Chi è partito da Campobasso ha 7 ore di viaggio nel curriculum di giornata. 7 ore per fare 260 km” scrivono sempre sulla pagina Fb i poveri pendolari ‘vittime’ di Trenitalia.

“Il disastro però – raccontano ancora – è da guardare allo specchio, perché quelli che da Roma Termini devono andare a Campobasso soffrono per lo stesso motivo. Vengono trasferiti su un altro convoglio sempre verso Colleferro e da lì caricati sul treno per il Molise. Arriveranno a notte fonda.

Oggi – concludono dalla pagina Fb – a Colle d’Anchise, rappresentanti della Regione e di Sviluppo Italia Molise – dai portafogli più grandi del cervello – faranno finta che tutto ciò non sia mai successo e parleranno con ‘stakeholder’ di ‘infrastrutture immateriali’ al ‘servizio del turismo’, godendo del goloso catering della Piana dei Mulini, stringendo mani e sorridendo, come si sorride quando sai che il mondo ti sta crollando attorno, ma che non ti toccherà”.

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