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L’Intelligenza Artificiale nella medicina come una rivoluzione inevitabile, non una minaccia: il convegno dell’Ordine dei medici

Appuntamento nella sede di via Pio La Torre a Isernia, il 2 marzo prossimo


ISERNIA. Importante occasione di approfondimento per l’Ordine dei medici pentri sulla questione dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. Fissato per il prossimo 2 ottobre, nella sede dell’Omceo di via Pio La Torre a Isernia, un convegno che trae spunto da alcune precise osservazioni e considerazioni.

L’intelligenza artificiale (IA) ha permeato, in primis, ogni aspetto della nostra vita quotidiana, e il settore medico non fa eccezione. Negli ultimi anni, gli studi e le applicazioni nell’ambito medico sono notevolmente aumentati, con una prevista crescita dell’incidenza dell’IA nel settore superiore al 40% entro il 2028. Tuttavia, l’essere umano, di natura diffidente verso le novità, mostra una particolare preoccupazione quando queste possono influire sulla salute.

In questo contesto, diventa cruciale comprendere le dinamiche di questo processo. Il rapporto umano alla base di ogni relazione medico-paziente non è rimpiazzabile, ma l’IA può essere un valido alleato nella terapia, diagnostica, chirurgia e nello sviluppo di nuovi farmaci. Resistere a questa evoluzione non solo è errato, ma può rivelarsi controproducente.

Un esempio evidente è emerso durante l’ultima pandemia globale, dove l’IA ha svolto un ruolo chiave nella produzione del vaccino e nell’analisi di enormi quantità di dati provenienti dalle analisi cliniche mondiali. Pertanto, considerare l’IA come una minaccia per la medicina è un errore. Al contrario, deve essere vista come un processo inevitabile e indiscutibile.

L’IA non mira a sostituire il medico, ma a coadiuvarlo nella sua missione di donare salute e benessere al paziente. La sua graduale introduzione nel campo medico può supportare i professionisti nelle diagnosi e nelle cure, senza mai sostituirsi completamente a essi.

Il futuro è già qui, e non possiamo e non dovremmo tornare indietro. Questa rivoluzione, destinata a modificare radicalmente le nostre vite, deve essere gestita e non subita. Da questa riflessione, come su detto, nasce la necessità di organizzare un confronto all’interno dell’Ordine dei Medici di Isernia sulle potenzialità derivanti dall’IA.

L’idea è quella di poter plasmare un futuro in cui la tecnologia e l’umanità possano coesistere per il bene della salute globale.

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