Nuovo Dpcm, per palestre e piscine le restrizioni non finiscono mai

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Prevale la linea rigorista. Non pervenuti cinema e teatri


ROMA. È il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia a confermarlo: “Con il sistema delle fasce teniamo il Paese in sicurezza ed evitiamo il lockdown”. Ma non basta. È stato già deciso di aggiungere nuove restrizioni fin dall’11 e in previsione poi del 16 gennaio, quando entrerà in vigore il nuovo Dpcm.

Prevale dunque la linea rigorista, quella ritenuta più efficace all’interno dell’esecutivo. No alla circolazione tra le regioni, anche in fascia gialla, se non per gli ormai soliti motivi di lavoro, salute, urgenza. Vuol dire che non si potrà andare nelle seconde case, oppure fare gite oltre i propri confini.

Nelle regioni arancioni dovrebbe essere prevista la deroga che consente a chi abita nei comuni con un massimo di 5mila abitanti di spostarsi, ma sempre e solo in un raggio di 30 chilometri e senza andare nei capoluoghi di provincia. In quelle rosse si pensa invece di consentire le visite a parenti e amici a due adulti con minori di 14 anni e persone disabili per fare visita a parenti e amici.

Attese per i prossimi giorni anche le nuove linee guida per piscine e palestre, che dovrebbero rimanere ancora chiuse. Dal confronto tra il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora con il Cts sembrerebbe stia prevalendo la linea delle aperture consentite ma solo per lezioni individuali. L'ipotesi è quella di agganciare aperture e chiusure al sistema delle fasce di rischio. Tutto tace, invece, sul fronte di cinema e teatri.

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