Coronavirus, caos tamponi in Molise: fare chiarezza subito

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Troppa confusione sui test: chi e quando deve farli? Precedenza o meno agli operatori sanitari? Le procedure seguite per Cercemaggiore e il Pronto Soccorso di Isernia vanno fatte capire meglio alla popolazione, che continua ad avere dubbi e a diffonderli sui social


di Pasquale Bartolomeo

CAMPOBASSO-ISERNIA. Se c’è una cosa che spaventa quasi quanto il virus è la confusione generale. E le ultime concitate ore che hanno visto la conta dei morti – espressione brutale, ma necessaria per cercare di svegliare le coscienze – salire a 7, falcidiati da un male sconosciuto che incute sempre più timore, dimostrano purtroppo che in Molise su alcuni aspetti legati all’emergenza regna il caos.

DUBBI IRRISOLTI. Ci riferiamo alla gestione dei tamponi faringei che attestano la positività o meno al Covid-19: chi e quando deve farli? Sintomatici o asintomatici, qual è la regola univoca da seguire, se ne esiste una? Bisogna o meno dare precedenza agli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori 118) che abbiano avuto contatti Covid conclamati o scoperti ex post? E gli stessi, in tal caso, possono lavorare ugualmente? Devono prima attendere il tampone e poi si decide? Continuano a lavorare a prescindere, anche se positivi asintomatici, perché c’è carenza di personale e dunque si preferisce non sguarnire oltre Dipartimenti di emergenza e accettazione e corsie?

CAMBIO DI STRATEGIA. In Molise, tamponi agli asintomatici – come in gran parte d’Italia – non se ne stanno facendo, almeno così pare. Ma proprio ieri il professor Giovanni Rezza, dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dichiarato al Tg3 che bisogna cambiare strategia sui tamponi. “Laddove le circostanze lo permettano – queste le sue parole – vanno rintracciati tutti i contatti delle persone che hanno avuto sintomi e potrebbero essere effettuati dei tamponi per vedere chi si è infettato tra persone che sintomi non ne hanno. Ciò è particolarmente importante nel Centro-Sud, dove l’epidemia è ancora arginabile”. Anche alla luce di tali dichiarazioni, dunque, un po’ di coscienziosa chiarezza in più in Molise non guasterebbe.

Ma andiamo con ordine, cominciando dai fatti recenti.

IL CASO ‘CERCE’. Ieri a Cercemaggiore, presso una casa alloggio che ospita soggetti fragili, perlopiù anziani, è stato necessario effettuare un tampone su un pensionato di 92 anni, risultato positivo. Come scritto su Facebook dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani, “si è deciso di non eseguire più i tamponi sugli operatori e sui pazienti della casa di riposo di Cercemaggiore dove è risultato positivo al Covid-19 un ospite di 92 anni, ma di aspettare prima gli esiti dell’indagine epidemiologica. Nessun tampone, né sugli altri ospiti della struttura né sul personale assistenziale, in quanto asintomatico. Ritengo questa scelta del tutto incauta, innanzitutto perché siamo di fronte ad una struttura sensibile e ad alto rischio e in secondo luogo perché si rischia di compromettere il lavoro di diversi operatori socio-sanitari che in questo momento andrebbero salvaguardati in tutti i modi possibili. In queste particolari circostanze non si può attendere la comparsa di sintomi prima di intervenire, ma bisogna circoscrivere immediatamente il contagio affinché si possa mettere in sicurezza il personale, sanificare gli ambienti e ripartire con la necessaria sicurezza del caso. Tutto ciò stride, inoltre, con le indicazioni del Ministero della Salute, che prevede tra le categorie di ‘asintomatici’ da sottoporre al tampone, proprio gli operatori sanitari venuti a contatto con pazienti Covid”.

ambulanzaveneziale 1ISERNIA: RISCHIO CONTAGIO AL PRONTO SOCCORSO. Situazione di incertezza, a dir poco, anche dopo quanto accaduto al Pronto Soccorso del Veneziale di Isernia lo scorso 18 marzo, quando è giunta col 118 una donna di 82 anni di Monteroduni, non classificata come un sospetto caso di coronavirus. Giunta in reparto e sottoposta all’esame Tac, le è stato però fatto un tampone che ha dato esito positivo. Risultato: Pronto Soccorso da sanificare subito e paziente da trasferire in Malattie Infettive a Campobasso, dove purtroppo è deceduta ieri. Cosa è successo dopo l’accertamento di positività? I medici, i tecnici di radiologia, gli infermieri e i portantini entrati in contatto con la donna (da quel che risulta a isNews 11 persone, ndr) hanno continuato a prestare servizio regolarmente. Panico sui social, richieste pressanti al sindaco d’Apollonio di pretendere la quarantena per tutti, domande su domande che lasciano dubbi un po’ ovunque. Il primario Lucio Pastore ha dichiarato di aver sollecitato i tamponi su quanti entrati in contatto con la paziente e i test sono in corso in queste ore. Restano invece regolarmente in servizio ma fuori dall’accertamento gli operatori del 118 di Isernia che avevano gestito l’intervento, nonché quelli del 18 di Venafro che nei giorni precedenti avevano valutato la paziente. Saranno sottoposti a tampone anche questi?

 

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